XV Alis: Un nuovo arrivo...ai confini di Imperia

Decisi io di andare ad Imperia..mi chiesero di scegliere tra confini di terre sconosciute e la grande Imperia, per me allora nient'altro che un nome dal suono strano e dalla natura impalpabile.

Scelsi, ignara di quello che avrei trovato, del mondo in cui mi sarei ritrovata avvolta..

Quando arrivai tutto era gentile e misurato, accogliente e vario, trovavo creature miti, rassicuranti e operose, piccole formichine che precise e costanti percorrevano la loro strada..tutto ero distante dalla vera natura di Imperia.

In fondo io ero solo alla periferia di quel mondo e sentivo solo echi lontani di figure indecifrabili e per me irreali. Mi guardavo attorno con gli occhi curiosi di un piccolo felino ancora senza artigli.
Ero protetta, potevo crescere tranquilla, senza nulla di cui preoccuparmi, al riparo dai predatori e dalle creature informi che in realtà animavano quel regno e che avrei incontrato attraverso terribili racconti di strani eventi che non mi toccavano ma che mi insegnavano le regole di Imperia e i suoi incantesimi..osservavo metamorfosi e aliti di vento gelido sembravano avvolgermi insieme a quelle parole..



"Ma io non voglio andare fra i matti", osservò Alice.
"Bè, non hai altra scelta", disse il Gatto "Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta."
"Come lo sai che sono matta?" Disse Alice.
"Per forza," disse il Gatto: "altrimenti non saresti venuta qui." Lewis Carroll

XVI La Guida

Dopo che tiri fuori il meglio di te....bè, chissà, ti fanno promesse chissà se verranno mantenute.
Imperia è così, una terra dalle mille promesse e dai mille punti di domanda.
Io, bè io, che dire, cerco di dare il meglio, ma alla fine....alla fine mi rimarrà la certezza di aver dato il più possibile a che Imperia vada avanti e...nulla più.
In fondo questo ora come ora, è il regno a cui appartengo.....che ci posso fare....

Sogno, si sogno di viaggiare,  di navigare tra mari che non conosco, posti ignoti in cui mi si aprono porte sconosciute. Ora il ruolo mi sta stretto, sempre più stretto, oddio soffoco, ma no, non posso!
E' un imperativo categorico, io non mi posso permettere di sognare, di pensare ad altri lidi, no in questo momento devo solo concentrarmi per dare il meglio.....ma chissà.

Ogni giorno è un altro giorno!







Ti invito al viaggio
In quel paese che ti assomiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
Hanno per il mio spirito l'incanto
Dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto è ordine e bellezza,
Calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce
Di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
Arrivati da ogni confine
Per soddisfare i tuoi desideri.
I tuoi desideri.
Le matin j'ecoutais
Les sons du jardin
Le langage des parfums
Des fleurs

XVII Il viandante: un tanfo

Silenzio a Imperia...ogni tanto qualcuno si agita perchè una ventata di novità richiede uno sforzo in più...ci si chiede: a cosa serve tutto questo fare? E si va avanti...si trascinano cadaveri mai stati vivi!

Imperia vive, respira come un essere in affanno...ma nella sua fragilità c'è contraddittorietà. Imperia non tramonterà mai. Si attende la trasformazione come neve ad agosto...Lotte intestine agitano un mostro tenuto in vita da piccoli esseri che fungono da plancton e nutrono l'essere vestito da Imperia.

Il ragno, l'essere immondo perde forza giorno dopo giorno...e pensare che una volta lui teneva tutti nella morsa del suo fantomatico potere.

Arrivò il momento per me di tornare a respirare l'aria del piano che guarda in giù. Ero felice di rivedere la mia Guida e poi avevo nel cuore speranze...
Un tanfo...entrai nella stanza del signore dalle mille promesse, adesso lui stava stretto nel suo spazio..sulla parete il sogno di un mare mai varcato e solo sognato, accanto a se soldatini che usano "moine" come armi per sedurre colui il quale può dare solo perchè si trova lì per sbaglio.
Il suo finto sorriso mi diede il benvenuto.

Mi sentii sfiorare la schiena, un miagolio mi salutò. Rabbrividii...non stavo bene in quel posto. Perchè.

L'avrei scoperto presto.

XVIII Il viandante

Giorno dopo giorno capii che in quel posto non ci sarebbe stato spazio per me...per le mie promesse. Una donna, fredda pungente e spigolosa, Madame Ghià...aveva sosituito la mia voglia di fare.

 Non potevo credere che l'uomo dalle mille promesse mi avesse raggirato così...adesso io cosa faccio, dove vado.
La mia Guida voleva esplorare strade diverse...voleva saltare al di là...mi sembrava giusto...in fondo io dovevo prendere il suo posto.
 Ero deluso...ma fortunatamente Calantha era molto presente e cominciai a prendere in considerazione la sua proposta.
Gocce di speranza diedero bagliore a 2 occhi stanchi...



XIX Il viandante: la terra del Rispettoso Silenzio



Ho appreso la terribile notizia da un passante senza volto. Mi racconta l'apocalisse che ha investito la lontana terra del Rispettoso Silenzio, lontana, ma quanto dentro a ogni nostra primordiale emozione. La terra esprime le sue emozioni, ma noi uomini siamo troppo piccoli per sentire il grido di aiuto. Piccoli e arroganti, ci sentiamo i padroni di tutte le terre.
Proprio la settimana scorsa finivo di leggere "Neve"....e grazie a quel libro ho scoperto cosa sono gli Haiku. Volete la descrizione tecnica? nooooo...eccoli...

Soffia il vento:
si tengono forte
i boccioli di pruni.
Uejima Onitsura

Si spacca la brocca d'acqua
(stanotte ha gelato)
Mi desta.

Matsuo Basho

Stanchezza:
entrando in una locanda
su di me i glicini.

Matsuo Basho

Sono arrivato fino a qui
senza morire –
e finisce l’autunno.

Matsuo Basho

Separazione-
le spighe dell’orzo
tormentate tra le dita.

Matsuo Basho

Il profumo dell'orchidea
penetra come incenso
le ali di una farfalla.

Matsuo Basho

Luna veloce:
le cime degli alberi
sono impregnate di pioggia.

Matsuo Basho

Languore d'inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento.

Matsuo Basho

Inizio d'autunno:
nel mare e nei campi
un verde solo.

Matsuo Basho

La primavera parte:
pianto fra gli uccelli e lacrime
negli occhi dei pesci.

Matsuo Basho

Una parola uscita di bocca
fredda le labbra,
qual vento d'autunno.

Matsuo Basho

Lui - una parola
Io - una parola
e l’autunno incalza.

Takahama Kyoshi

Non scordare:
noi camminiamo sopra l'inferno,
guardando i fiori.

Kobayashi Issa

In questo mondo,
frenesia anche nella vita
della farfalla.

Kobayashi Issa

Montagne remote -
specchiate negli occhi
delle libellule.

Kobayashi Issa

Più numerose le primavere
più lunghi i dì
recano lacrime e lamenti.

Kobayashi Issa


C'ero soltanto.
C'ero. Intorno
cadeva la neve.

Kobayashi Issa

Che mondo,
dove i fiori di loto
vengono arati e trasformati in campo.

Kobayashi Issa

Torno a vederli
fiori di ciliegio
sono già frutti, nella sera.

Yosa Buson


Un frutto di melograno,
bocca aperta che irride
quel mio insulso amore.

Ozaki Hosai

Torri di nubi:
verso sud volano
vele bianche.

Masaoka Shiki

Da lontananze
di freschezza sul mare
s'alza la luna.

Masaoka Shiki


Gli uccelli cantano
nel buio.
- Alba piovosa.

Jack Kerouac

Sotto la gronda
lo specchio non riflette
più che la luna.

Jorge Luis Borges






Sopra il deserto
avviene l'aurora.
Qualcuno lo sa.

Jorge Luis Borges

Aranci in fiore
quelle montagne mordono
l'azzurro del mare.

Sekimori Katsuo

XX Il viandante: Il giorno senza nome

Imperia si veste di fitta nebbia, la confusione impera sulle teste di chi ha il potere.

Un frenetica danza in cui l'uno corteggia l'altro, in palio vanità, pura e semplice avidità. L'anima di Imperia freme, attende...

Passavano i giorni e l'uomo dalle mille promesse decise di braccarmi....le sue manovre erano invisibili agli occhi degli altri ma non a me, mente e cuore venivano sprangate da un assurdo atteggiamento che presto sarebbe sfociato in pura follia.
Imperia ha orecchie ovunque e tutto quello che viene sospirato arriva al più insignificante granello di polvere.


La musica di Calantha sospirava l'attesa di un nuovo evento..e il suo eco tuonò oltrepassando i varchi delle mura del signore dalle mille promesse.
Mi volle al suo cospetto e con la rabbia negli occhi mi accusò di tradimento. Inerme raccolsi le sue ingiuste urla. Io non ero di nessuno, non ero schiavo a nessuno. Seguivo la mia strada: il giorno senza nome, fu l'inizio della mia guerra, della mia vittoria!


Una prigione invisibile divenne la mia dimora, muri fatti di carta..di storie di uomini e donne. Al di là della barricata occhi curiosi e rabbiosi guardavano me...mi armai di una spavalderia mal celata...nessuno capiva, ma io ero tranquillo.

Calantha, la mia Guida, Madame le Rouge...tutti erano vicino alle mie idee di libertà, sono stati loro ad accompagnarmi verso quel riscatto che sarebbe arrivato da lì a poco.

 Ma un'altra tempesta si preparava a sconvolgere la mia calma apparente...


Ma io ero pronto...il morso del ragno si combatte solo con un'arma...



XXI Il viandante: uno sbaglio

"Non potrai mai più entrare dentro le mura di Imperia"

Tuona così, oggi, colui che porta il nome di signore dalle mille promesse, oggi non sei nessuno, sei solo l'ombra di quello che può definirsi burattino, senza sangue. Hai recitato bene la tua parte...ma tu sai che ho vinto io!!
Chi si mette contro il viandante...farà una brutta fine, prima o poi.

Una legge spietata vela lo sguardo di Imperia.

Vivevo la mia prigione combattendo mulini a vento...come don chisciotte...Ho sempre preso coscienza delle mie azioni, ho fatto degli sbagli...ma se vivi, prima o poi compi un'azione che può andare contro...qualsiasi cosa: una persona, un sistema...te stesso. Questo è vivere!!

Quel giorno commisi uno sbaglio!
Il senso di colpa venne fuori attraverso quel rossore che parla pù del suono farfugliato delle parole. Dopo avere preso coscienza di quel che era successo tentai di rimediare, in fondo non era morto nessuno...ahhhhhhhhhhhh troppo tardi le stanze del signore dalle mille promesse erano enormi orecchie puntate sui miei bisbigli.

Vidi la sua ombra calpestare la mia. 

Madame Vedicome, conosciuta come "signora Sotuttoio"...è arrivata presso il signore dalle mille promesse da poco tempo...eppure ha già l'aria di chi ne sa troppo e male!! Ha le labbra strette e il suo sorriso è finto, eh si ha già capito tutto!! Anche la sua ombra quel giorno invase la mia buona fede. Pensavo che fosse finita lì.....nooo.

Quello stesso giorno dovetti presentarmi nell'antro di colui che tesse....







XXII Il viandante: una lacrima

Più cerchi di nasconderti e più viene fuori il peggio di te: Imperia!! Come fare a bloccare il flusso di un meccanismo che ormai investe le contrade...s'insinua il complotto...ma io non ho paura, la verità è il mio scudo!!





Quel pomeriggio mi trovai ad essere accolto dall'antro di un essere che ancora non avevo ben capito che sembianze avesse. Lui era mio amico? Cosa voleva da me. I suoi occhi si allinearono ai miei, mi disse che il signore dalle mille promesse lo aveva informato del mio Sbaglio e che voleva infliggermi una punizione che merita solo chi persevera con malizia nell'errore.

Cominciai a raccontare quello che era successo ammettendo le mie colpe, ma mentre parlavo sopraggiungeva furiosa la rabbia, risaliva dai piedi piano piano fino ad arrivare alla testa, nella mia testa rimbombava solo un acuto "non è giusto", si fece spazio in me la vendetta e la voglia di smascherare un furfante, uno che non capiva niente della sensibilità delle persone, uno che rideva e scattava foto al suo miserabile plotone fatto di donnine, gatte affamate di notorietà...mi sentii il fuoco dentro e tutt'un tratto...la sentii scorrere calda sulla mia guancia.

Quella lacrima decretò finalmente la mia posizione rispetto a colui il quale fino a quel momento reputavo "normale". Ne presi coscienza soltanto dopo.....

Dietro quegli occhi: una macchina calcolatrice. Mi conduceva, prendendomi per mano, su quello che sarebbe stato il mio spazio vitale...il Confine farà da perimetro alla mia anima. Ma io sono un ottimo giocatore, sarò ingenuo...ma mi fido molto di quello che sussurra il dio dentro!!


Sentii un abbraccio gelido confortare le mie lacrime. Divenne il mio protettore, aveva la sua crociata: salvare il povero e umile viandante, toglierlo dalle prigioni di carta e ridargli giusta dignità.

Fu la fine del signore dalle mille promesse!

Ero contento e sollevato. Avevo il mio protettore!!
Il mio protettore.
Tornai a casa stanco quella sera, addosso avevo uno strano vestito, la ragnatela avvolgeva la mia essenza. Entrai a casa e nudo aspettai il giorno.







.. quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene.
Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...
non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,
quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente
che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili.....
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo.....
sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino...
ci si vede dentro tanta di quella roba..... é una cosa che ti mette l'allegria addosso..
.non smetterla mai..... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita,
a modo suo..... meravigliosa vita.

Alessandro Baricco, Castelli di Rabbia

XXIII Il viandante: adagio



Nonostante tutto Imperia parla, guarda, ascolta, sbadiglia, corre...

Mi trovavo a sonnecchiare nella stanza che tutto vede.
Sembrano lontani i tempi in cui un uomo semplice poteva stare nelle stanze che guardano in sù senza avere il minimo disagio.

Adesso è tutto cambiato.
Enormi stanze avvolgono i più svariati orizzonti e ognuno deve stare attento a non invadere lo spazio dell'altro. Si parla piano per non disturbare, ma quanto rumore fanno quelle occhiate. Assorbire i suoni per dissolversi dove...non si sa.
Un grande spazio dove ognuno convive con l'altro e lui è lì.
Ha voluto tutto questo, sperando potesse bastargli, ha reso tutto più bello: Imperia è moderna, quel pezzo d'Imperia è solo il capriccio di una persona che non conosce altro premio che la vita degli altri, a lui non basta il giusto lui vuole e basta...e allora ecco nascere sedie come fiori, le stanze hanno nomi che richiamano il pensiero e poi quegli involucri di vetro.
Cosa c'è di sano in tutto questo? Mani disegnano sorrisi falsi e poi si corre, tic tac...si corre.
Ma perchè corri? Dove vai?

Le sfilate, gli occhi tristi e stanchi di modelle impazzite...Tutto si muove con una cadenza ritmica allucinante.
Fermatevi e aprite gli occhi.
A cosa serve tutto questo? Lui è diventato un gigante, si è nutrito di tutte quelle corse, di tutte quelle sfilate, di tutte quelle paure. Ma le creature d'Imperia hanno tutte paura? Noooo.
Una ventata di comodità sparge sabbia sulla testa degli uomini che vogliono stare sotto di essa, lì si sta comodi. Non parlo, non guardo, non mi lamento. Me ne sto bello e zitto e abbasso la testa così non mi vedono....
Io oggi vedevo questo, sentivo questo....



XXIV Il viandante: the show must go on

Imperia e le sue strane creature...

Imperia è una prigione dorata, il suo custode è un essere bizzarro, capitato lì per caso. Lui potrebbe fare il custode sì...di una casa chiusa, anche Imperia possiede un luogo oscuro....me ne parlò un giorno la mia Guida...ma di questo oseremo bisbigliare quando la primavera comincerà ad infiammare e ad annebbiare le menti...


Il primo giorno che misi piede in questo incredibile regno, fui condotto presso una creatura chiamata Messer Pourparler. E' un essere minuscolo e l'universo femminile sembrerebbe la sua fissa...nei suoi occhi spuntano sagome non definite di corpi...scabrose...ma non guardiamo dentro ai suoi occhi...


Ognuno di noi nasconde se stesso dentro gli occhi, non sta a noi leggervi dentro, a meno che, quella persona non entri a contatto con le forme che dimorano dentro ai nostri occhi...ma tutto questo è regolato da leggi che stanno...non su di noi ma in noi, ma questo non è nè il luogo nè il momento.

Il giorno in cui lo vidi per la prima volta parlava e parlava e ancora parole...pranzai molte volte insieme a lui..Madame le Rouge se ne stava bene alla larga, lo ricordo bene. Il suo essere "inutile", ahimè mediocre, mi si svelò nel giorno in cui fu interpellato da colui che tutto vuole per sentire cosa aveva da dire riguardo a quello che era successo, a me. 
Quegli occhietti piccoli e guardinghi, spaventati si piegarono, piano piano, a quanto di  più disonesto ci potesse essere, avvallava la mia condanna "è giusto, se uno sbaglia deve pagare". Ma tu mi conosci? Ma hai capito di cosa parliamo, di chi parliamo? Sussultai sulla sedia e provai rabbia e tristezza...mi faceva solo pena. Anche lui era una vittima, è vittima: una pedina scadente di un gioco portato avanti, ormai, da una persona sola....Quante pedine ci sono a Imperia, consapeli, non consapevoli, ma cosa importa.

Il fine giustifica i mezzi: ma qual è i fine di tutta questa farsa.



E' sera chiudiamo il sipario, andate pure a struccarvi. La notte svela volti e identità....annego dentro un bicchiere e intanto brindo alla mia dipartita.





Da domani.... il viandante riprende il sentiero.



Ogni giorno racconto la favola mia
La racconto ogni giorno, chiunque tu sia…
E mi vesto di sogno per darti se vuoi,
L’illusione di un bimbo che gioca agli eroi!
Queste luci impazzite si accendono e tu
Cambi faccia ogni sera, ma sei sempre tu…
Sei quell’uomo che viene a cercare l’oblio,
La poesia che ti vendo, di cui sono il dio!
Dietro questa maschera, c’è un uomo e tu lo sai!
L’uomo di una strada che è la stessa che tu fai.
E mi trucco perché la vita mia,
non mi riconosca e vada via…
Batte il cuore ed ogni giorno è una esperienza in più…
La mia vita è nella stessa direzione, tu…
E mi vesto da re perché tu sia,
tu sia il re di una notte di magia!!!
Con un gesto trasformo la nuda realtà,
Poche stelle di carta il tuo cielo ecco qua!
Ed inventa te stesso la musica mia…
E dimentichi il mondo con la sua follia!
Tutto quello che c’è fuori rimane dov’è,
Tu sorridi, tu canti, tu piangi con me…
Forse torni bambino e una lacrima va
Sopra questo costume che a pelle mi sta!
Dietro questa maschera c’è un uomo e tu lo sai!
Con le gioie le amarezze ed i problemi suoi…
e mi trucco perché la vita mia,
non mi riconosca e vada via…
Batte il cuore ed ogni giorno è una esperienza in più…
La mia vita è nella stessa direzione… Tu!
E mi vesto da re perché tu sia,
Tu sia il re di una notte di magia!
Dietro questa maschera lo sai ci sono io..
Sono io soltanto io!
Quel che cerco, quel che voglio, lo sa solo Dio …
E lo sa soltanto Dio!
Ed ogni volta nascerò.
Ed ogni volta morirò.
Per questa favola che è mia!
Vieni ti porto nella favola mia!!!

XXV Il viandante: L'era II

Riuscire a calibrare tutto ridonando il giusto equilibrio:la II Imperia
Ma chi si mette a fare ciò e perchè. Per farlo bisogna avere coraggio, audacia, forza, carattere. Io l'ho visto da lontano, lui non possiede armi, scudi o protezioni varie, ma ha una luce, un carisma....Io l'ho visto da vicino:è un dritto
Assisto sereno e con gli occhi pieni di soddisfazione a ciò che ritengo "una giustizia divina", e prima o poi arriva.

"Dalla sua nascita Imperia ha ottenuto risultati non attesi....e ciò grazie soprattutto alle creature che hanno affrontato con forte motivazione questa sfida. Ora è necessario predisporre alcuni strumenti per consolidare quello che è stato fatto e per proseguire la strada intrapresa dopo la fase pionieristica"
Il manifesto della nuova Imperia Tuona così!!


E lui? A lui cosa rimane? La ragnatela è stata spazzata via tutto d'un colpo...
Ti sei arrampicato sugli specchi e adesso sei scivolato giù, giù...in fondo. Hai voluto tutto e hai avuto tutto senza essere mai in grado di riconoscere il lavoro chi ti aveva portato fin su in cima. E non mi riferisco certo al gran signore di Felix, anche lui a un certo punto ha sentito l'esigenza di liberarsi dalla tua morsa.

E tutto questo perchè? Perchè hai voluto fare sempre di testa tua. Non hai mai avuto l'umiltà di imparare che cosa vuol dire Governare un popolo, Imperia non è un gioco!
Adesso stai lì un pò tranquillo, osserva bene cosa sta succedendo e ricorda che nella vita se vuoi meritare qualcosa devi guadagnartelo. Potrai anche non brillare ma se hai l'umiltà di abbassare la testa quando serve, di metterti al servizio dell'altro e di fare onestamente quello che sai fare, allora forse avrai una via d'uscita.
Forse... perchè ancora non basta se continui a cercare gente come te, mercenari di poco conto...Ma tu ci pensi a quante persone hai promesso mare e monti? Adesso che fine faranno? Nonostante tutto mi fai pena. Intrappolato dalla tua stessa avidità. E' assurdo, apparententemente, come la vita abbia messo in parallelo te e l'uomo dalle mille promesse. Tu andrai a ricostruire la tua ragnatela presso altri mondi...lui vagherà in cerca di un mondo...entrambi soli.

Oggi è un nuovo giorno! Per me altre mete si avvicinano sempre di più, ma sono sereno, io non temo le tempeste imparo a danzare con i venti e a cantare con i tuoni.


XXVI Il viandante: profumo di glicine

Dimentico il tanfo di quella stanza che mi vide prigioniero di un mondo deformato da paranoie e strane follie...


Ricordo quando finalmente, un giorno, entrò quel raggio di sole, atteso da sempre. Esso si posò davanti  a me tagliando lo spazio in due: al di là un nuovo mondo. 
Rividi la mia strada e piano piano tornò il sorriso. Io non sorridevo più, i segni sul mio viso raccontavano solo tristi realtà, la forma delle mie labbra...i miei occhi che si allungavano verso il nulla...ma adesso basta c'era di nuovo il sole dentro la mia anima.


Finalmente il giardino dell'Io dentro cominciava a respirare, a prendere colore, il lungo inverno aveva ricoperto tutto di candida neve, il gelo aveva reso tutto fragile, arido: portavo dentro un giardino in bianco e nero.

Adesso invece era tutto un germogliare di emozioni e quel tutto veniva riempito da un lieve profumo di glicine. Fiori di pesco avvolgevano le mie stanchezze e io mi rafforzavo; piano piano salivo in superficie. Non vedevo l'ora di respirare libertà. Sento ancora la sensazione di piacere mi vengono i brividi a pensarci.


Un certo messere Impalcò mi disse che dovevo spostarmi presso le casette che guardano il monte, non volevo lasciare Imperia, c'erano la mia Guida, madame Le Rouge, con loro assaporavo i momenti piacevoli del riposo e della condivisione e poi lì c'era il cuore d'Imperia, non potevo allontanarmi, non ancora.


 
Fortuna volle, fu più intuito che fortuna a dire il vero, che nelle stanze di
 mezzo c'era un posto non abitato era un piccolo antro, un posto sicuro. Ritornai speranzoso da messere Impalcò il quale mi guardò e mi disse "perchè no"...lo ringraziai.

Chiamai Calantha e le dissi che avevo trovato un posto, per me era tutto nuovo. 
Ma a chi dava sicurezza quel posto e perchè.
Il mio inconscio camminava sul filo del confine, esso sapeva bene da chi proteggermi.